Il sito di una libera professionista: cosa serve davvero

Esempio del restyling del sito web della coach Melania, scopri il suo caso studio qui

Il sito di una libera professionista non è una vetrina. È il posto dove qualcuno decide se lavorare con te, spesso prima ancora di scriverti.

Ed è anche l’unico spazio che possiedi davvero: i social cambiano le regole, gli algoritmi decidono chi ti vede, le piattaforme chiudono. Il tuo sito resta.

In questa sezione trovi tutto quello che abbiamo imparato costruendo siti web dal 2016: cosa serve, cosa no, e cosa cambia man mano che il business cresce.

Quali pagine servono davvero

Il numero di pagine non conta. Contano quelle giuste, nell’ordine giusto.

Il minimo indispensabile per chi vende servizi sono quattro: una home che dica in tre secondi cosa fai e per chi, una pagina servizi per ciascuna cosa che vendi, una pagina su di te che serva a farsi scegliere e non a raccontare la tua biografia, e un modo semplice per contattarti.

Tutto il resto (blog, portfolio, testimonianze, FAQ, funnel) si aggiunge quando serve, non prima. Un sito di venti pagine costruito troppo presto è un sito che non aggiornerai mai. Se vuoi capire quali servono nel tuo caso, scrivici.

Perché un sito può non portare contatti

Riceve visite, ma il modulo contatti resta deserto. È la situazione più comune, e le cause sono quasi sempre tre.

Non è chiaro cosa vendi. Chi arriva capisce che sei brava, ma non cosa può comprare e quanto costa. Se deve indovinare, se ne va.
Manca un passo successivo. Ogni pagina dovrebbe portare da qualche parte: prenotare una call, iscriversi alla newsletter, leggere un caso studio. Una pagina che finisce e basta è una porta chiusa.
Parla a tutti, quindi a nessuno. Un sito che cerca di non escludere nessuno non fa riconoscere nessuno. Restringere il target è quasi sempre la cosa che sblocca la situazione.

Quando conviene rifarlo

Non esiste una scadenza. Ma ci sono tre segnali abbastanza affidabili.

Hai alzato i prezzi, cambiato pubblico, smesso di offrire metà delle cose che ci sono scritte. Il sito racconta la professionista che eri tre anni fa.

Ogni volta che vuoi cambiare qualcosa devi chiedere a qualcuno, o rimandi. Un sito che non puoi aggiornare da sola invecchia in fretta.

Oggi più della metà delle persone ti guarda dal cellulare. Se lì funziona male, il resto conta poco.

Rifarlo non significa ricominciare da zero: spesso basta un restyling mirato. Qui trovi come capire quale delle due cose ti serve.

Cosa cambia quando il business cresce

Questo è il passaggio di cui si parla meno, ed è quello che riguarda chi ha già un’attività avviata da qualche anno.

All’inizio il sito deve solo esistere ed essere chiaro. Poi, man mano che arrivano più clienti, comincia a servirti che faccia anche qualcosa: che qualifichi chi ti scrive prima della call, che raccolga i dati che ti servono, che si colleghi alla tua newsletter e al tuo calendario senza che tu faccia da ponte.

È il momento in cui il sito smette di essere una pagina e diventa un sistema. Non serve a tutte e non serve subito, ma quando serve, sistemare queste cose ti evita di dover rifare il sito da capo.

Costruiamo siti per libere professioniste dal 2016: Sito Easy se stai partendo e vuoi personalizzarlo tu, Sito Sistema se il tuo lavoro ha bisogno di qualcosa di più strutturato.

E se hai già un sito e vuoi capire cosa non sta funzionando, si comincia da un Digital Audit.

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Siamo Elena e Lorenzo: con A Cup of Web realizziamo siti WordPress e automazioni per libere professioniste e imprenditrici digitali. Lavoriamo da remoto in tutta Italia.

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