
Oggi la protagonista è Elisa Magna, business strategist che unisce la competenza strategica “da multinazionale” alla capacità di tradurla in strumenti concreti e vicini alla vita quotidiana delle libere professioniste.
Partiamo da te: chi sei e di cosa ti occupi?
Sono una business strategist con 20 anni di esperienza alle spalle, maturata lavorando su marchi internazionali come Nestlé, L’Oréal, Samsung, Braun, Gillette su personal branding e comunicazione. Ho una laurea quinquennale in Design della Comunicazione che mi ha insegnato il valore del metodo e della ricerca e mi ha permesso, negli anni, di lavorare per realtà di respiro internazionale, ricoprendo ruoli via via sempre più importanti.
Dopo essere diventata mamma di due biondini in soli due anni, mi sono scontrata con il duro mondo del lavoro, ritrovandomi presto ad un bivio importante, carriera o mamma?
In quel momento ho capito che non volevo scegliere, così dopo aver subito mobbing e discriminazione ho deciso di lasciare il mondo dei big brand e dedicarmi alla libera professione mettendo tutta la mia esperienza e la mia competenza al servizio di tutte quelle donne che si trovano a doversi ricominciare lavorativamente partendo da loro stesse ma non hanno gli strumenti per farlo.
Divento la loro alleata, quella che vorrei aver avuto io quando tutto mi si stava sgretolando sotto i piedi. Perchè potranno anche toglierti il lavoro ma nessuno potrà mai toglierti il talento.
In parole semplici: che cos’è il personal branding per una freelance e perché dovrebbe interessarle adesso?

Il personal branding è il ponte tra quello che sei e le persone giuste per te.
Per una freelance significa smettere di lavorare faticosamente “con chi capita” e iniziare ad attrarre i clienti giusti, quelli che ti scelgono perché “Non vogliono nessun altro”, sentono che sei la loro scelta naturale.
Perché adesso? Perché è già tardi! Il mercato è saturo, e post-covid la situazione è degenerata più che mai: tanti si sono reinventati in qualcosa – e ben venga – ma questo ha reso la concorrenza spietata e troppo confusionaria.
Il problema più grande è che, ora, insieme a tanti professionisti validi, sono spuntati anche infiniti “FuffaGuru della qualunque” — quelli che fino a ieri si occupavano di tutt’altro e dopo mezzo corso, hanno iniziato a vendersi come esperti.
In questo contesto, non puoi più restare a guardare, posizionarsi e raccontarsi in modo intenzionale non è più un optional: è l’unica strategia per emergere, distinguersi, costruire fiducia e attrarre clienti che vogliono davvero lavorare con te.
Il miglior investimento per il 2026?
Senza dubbio il personal branding. Perché se non sei tu a scegliere come “arrivare dall’altra parte”, non è che qualcun altro lo farà al posto tuo: semplicemente sparirai!
Confusa in mezzo alla folla immensa di “wannabe” che si vendono come top level, mentre tu aspetti ancora di capire qual è il momento giusto per iniziare.
Qual è l’errore più frequente che vedi nelle libere professioniste quando “si mettono in vetrina” online?
Buttarsi a fare senza avere una direzione chiara e una visione d’insieme. Il pensare che basti “mostrare quello che fai”. Pubblicare post a caso, senza intenzionalità, è come parlare a voce alta in una piazza di persone che corrono velocissime. L’errore più comune è non avere un messaggio con un posizionamento chiaro, perdere ore a seguire i trend, a preparare un contenuto, seguendo il tutorial di XYZ perchè ha denno detto che i reel bla bla bla… e i caroselli per andare virali bla bla… potrei continuare all’infinito!
Tutte le informazioni spazzatura che fanno perdere di vista la cosa più importante: avere un’identità forte e un’offerta che si distingue! La conseguenza? Restare invisibili, sopravvivere alla bene e meglio, con un fatturato che non decolla e un dispendio di tempo, soldi ed energia enorme. Frustrazione modalità on – che non è quello che vogliamo!
Da dove si parte davvero: nicchia, proposta di valore o messaggi chiave? In che ordine e perché?
Si parte da se stessi. Dalla consapevolezza: capire chi sei e cosa vuoi davvero costruire. Poi si mette a fuoco la proposta di valore — perché se non sai cosa offri, non puoi comunicarlo. La nicchia arriva subito dopo, come direzione precisa a cui puntare, e infine i messaggi chiave: il linguaggio che rende tutto riconoscibile, soprattutto diverso e per questo memorabile.
Come si costruisce un posizionamento chiaro quando offri servizi simili a tante altre?
Se sai davvero cosa ti distingue sai anche che i tuoi servizi non sono simili a quelli di nessun’altra. Se non lo sai è il momento di non rimandare più il lavoro sul tuo personal branding. L’errore più grande è pensare di avere competitors, è passare le ore a vedere cosa fanno, a vederli sempre più fighi, più avanti, più interessanti… Quando lavoriamo bene al nostro personal branding azzeriamo la concorrenza, perché le persone non scelgono mai semplicemente “solo un servizio/prodotto” – le persone cercano – e scelgono – persone in linea con loro, persone con cui vivere la loro trasformazione.
Il posizionamento non è un’etichetta da appiccicare o una moda da inseguire: non diventi “High Ticket” solo perché oggi è trendy dirlo. È un processo intenzionale, che nasce dalla consapevolezza: sapere chi sei, quali competenze ed esperienze puoi portare davvero in campo, risultati alla mano e comunicarlo in modo chiaro.
Non è la giacca elegante che ti rende una pro del tuo settore, così come non bastano prezzi stellari per farti sembrare una professionista con esperienza. Le persone non sono stupide, puoi “fregarle” una volta, ma la reputazione ha un prezzo molto alto ed è un attimo farsi terra bruciata vendendosi per ciò che non si è.
Il posizionamento non si improvvisa, si costruisce mostrando ciò che sei, ciò che ti rende unica e mettendolo in primo piano: i tuoi valori, la tua esperienza personale, le tue competenze, il tuo modo di accompagnare le persone… quel mix unico che nessun altro può avere. Nessuno!
Un posizionamento chiaro nasce da una sola domanda a cui devi saper rispondere senza esitazione: “Perché dovrei scegliere te e non un’altra?”
Un esempio reale: da punto A a punto B. Qual era l’obiettivo, cosa avete fatto, quali risultati in termini di lead e vendite?

Ho davvero un sacco di storie meravigliose di rivoluzione e per questo vi consiglio di andare sul mio sito www.elisamagna.it/casistudio.
Qua potrei raccontarvi la storia di Elena e Lorenzo, che conoscete bene, e che da clienti, nel tempo, sono diventati alleati – e oggi mi ospitano in questa intervista!
Sono partiti anni fa con un business traballante, “di due tuttofare” come dice Lorenzo. Un business che necessitava di altri due lavori per stare in piedi.
Oggi invece A Cup Of Web è il loro unico business e “ci manteniamo in 2” – fa notare Elena soddisfatta, non solo! Gli ha anche permesso di creare lo stile di vita che volevano, lavorando da remoto e da “mezzi nomadi digitali” come piace a loro!
Abbiamo iniziato a lavorare ai fondamentali attraverso Happy Business, il mio mentoring intensivo che attraversa i pilastri di una valida strategia di marketing, con un modulo intero dedicato al personal branding. Abbiamo proseguito dando vita alla loro prima brand identity (logo e immagine coordinata), alla quale è seguito, a distanza di 5 anni, un rebranding, per poi approfondire, in momenti diversi della loro evoluzione professionale, con dei mentoring personalizzati sulla comunicazione.
I risultati di Elena e Lorenzo sono sotto gli occhi di tutti, se volete conoscere altre storie e ascoltarle direttamente da loro vi invito anche sul mio canale youtube https://www.youtube.com/@elisamagna/videos.
Quando ha senso un rebranding e come lo gestisci senza “spaventare” la community?
Il rebranding ha senso quando senti che tu e il tuo business siete passati ad un livello successivo molto distante da quello iniziale. Un indice importante proviene dal fatto che quello che comunichi non ti rappresenta più e le persone che attrai non le senti più così allineate alla “nuova te”.
Attenzione e non confondere il rebranding con il restyling, il restyling interessa solo la tua immagine visiva e rappresenta un “aggiornamento” di quello che è il logo – il rebranding prevede un lavoro molto più approfondito che coinvolge tutta la strategia.
Il mio consiglio in caso di rebranding è accompagnare la community nel viaggio: raccontare il “perché” del cambiamento, condividere i dietro le quinte, farli sentire parte del processo e dell’evoluzione. Così il rebranding non spaventa: coinvolge ed entusiasma.
“Non voglio espormi troppo”: come costruire un brand personale rispettando la propria privacy e il proprio carattere?
Questa domanda nasconde un’altra falsa credenza del marketing. Non serve raccontare tutto! Non siamo influencer (e spoiler – nemmeno loro raccontano tutto!).
Serve raccontare in modo intenzionale ciò che decidi di condividere. Nulla di più. Il personal branding non è reality show: è selezione. Puoi proteggere la tua vita privata e allo stesso tempo costruire un’immagine forte, scegliendo gli aspetti che rispecchiano i tuoi valori e ti distinguono. E no, non serve nemmeno metterci la faccia a tutti i costi. Sicuramente far capire chi c’è dietro il business aiuta a creare fiducia, ma non è prioritario e non è assolutamente l’unica via.
A breve lancerai il tuo percorso Happy Business, vuoi parlarcene?
Certo! Happy Business è il percorso intensivo di 4 mesi, creato per libere professioniste che vogliono smettere di arrancare e costruire finalmente un business capace di sostenerle davvero. Lavoriamo sui pilastri fondamentali di una strategia di marketing:
- Mindset e consapevolezza (per smettere di sabotarsi, conoscersi davvero per capire in cosa siamo le numero uno e imparare a pensare da imprenditrice).
- Personal branding e valori (per costruire un’identità chiara e riconoscibile che ci permetta di costruire un ponte di connessione con le nostre persone del cuore).
- Funnel e offerta strategica (per trasformare la comunicazione in vendite, troppo spesso vedo professioniste che si incasinano con un’offerta stratificata e complessa perdendo tempo ed energie per renderla vendibile, quando basterebbe tagliare e lavorare in modo verticale solo una 1 o 2 offerte).
Qua trovi la mia presentazione.
Non è un corso “versa e inforna” con lezioni registrate che ti lasciano in balia dei mille dubbi che emergono quando ci si mette a lavorare sul serio.
E’ un percorso 1:1 ad alta intensità, con il mio supporto costante, calato sul business di ognuna delle professioniste che decidono di lavorare con me, feedback personalizzati e una direzione strategica cucita addosso. Per questo è a numero chiuso. Comprende uno sportello settimanale con risposta entro 24 ore alle tue domande. Esercizi settimanali, revisionati personalmente da me, consulenze 1:1 e masterclass di gruppo.
Questo è quello che dicono le professioniste dell’ultima edizione.
Happy Business riaprirà le porte tra fine ottobre e inizio novembre e sarà la scelta giusta per chi vuole fare sul serio con il proprio lavoro.
Ne approfitto per omaggiare tutte voi, che siete parte della community di A Cup of Web di una consulenza gratuita di 15 minuti per capire se Happy Business è quello che vi serve ora.
Potete prenotarla direttamente qua – oppure mandandomi una mail qua ciao@didut.it
I tuoi social non stanno funzionando?
Senti di non avere nulla da dire di diverso?
Non guadagni abbastanza?
Fai fatica a vendere?
Hai paura di non farcela?
Sono tutte più brave, capaci e sul pezzo?
Se ti riconosci in una di queste situazioni, puoi recuperare subito il mio webinar gratuito per risolvere quello che ti blocca!
Lo trovi qua: https://elisamagna.it/happy-business-lancio/
Vi aspetto su Instagram: https://www.instagram.com/elisamagna.it
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